«Nel marzo del 1999 avevo accompagnato Massimo D’Alema, allora presidente del Consiglio, nella sua prima visita alla Casa Bianca. D’Alema era andato a dire a Bill Clinton che l’Italia sarebbe stata dalla parte della Nato, nella guerra annunciata per il Kosovo. Non era stato facile, per lui. Durante la colazione alla Casa Bianca, l’ex comunista italiano aveva detto al presidente democratico americano: “Conosco bene Milosevic. Non penso proprio che si piegherà facilmente. La signora Albright dice che basteranno due giorni di bombardamenti. Non basteranno. Cosa farete se non basteranno?” Clinton aveva esitato, lasciando che fosse Sandy Berger, il suo consigliere alla sicurezza nazionale, a rispondere. “Cosa faremo Sandy?”. “Continueremo a bombardare, presidente”.»
Un libro singolare, difficilmente classificabile nell’odierno panorama editoriale. Una nota e apprezzata esperta di politica internazionale riflette sul caos dei rapporti tra le nazioni e sulla fragilità rassicurante dei legami familiari, tra ricordi tristi e affetti forti, incontri con i potenti della terra e scoperte di mondi molto distanti dal nostro. Un autoironico taccuino familiare e politico, scritto con leggerezza e intelligenza, che è anche un tentativo di trovare una risposta finale tra le amare riflessioni contenute nel carteggio tra Freud e Einstein.