Marta Dassù tiene la borsa aperta. Ora che l’ha scritto ci farò caso. Perché l’umanità si divide in due categorie: chi apre e chi chiude. Le borse, gli amori o le guerre. La differenza è che, in genere, apre il debole e chiude il forte. E la mia simpatia per il bel libro della direttrice di Aspenia, ‘Mondo privato e altre storie’ (Bollati Boringhieri, pp150. E 10), deve qualcosa a quella borsa squadernata.
È un volumetto prezioso che non ti aspetteresti da un’analista di politica internazionale (si parla pure del golf). Certo, ci sono pagine dedicate agli incontri con i protagonisti della scena mondiale. Visti da vicino, come capita a chi è stato per anni a fianco di primi ministri (D’Alema e Amato). Eppure i capitoli più preziosi sono quelli in cui Marta, donna superimpegnata, si osserva da fuori e cerca di capire a che cosa le serva il lavoro. Se non sia un modo per fuggire da se stessa, dalla storia della sua famiglia molto allargata. Un dubbio esposto con garbo, che si fa racconto e non si fa sciogliere. Perché altrimenti Marta avrebbe chiuso la borsa.
L’ESPRESSO - 19 Aprile 2009
2 giugno 2009 alle 13:18
questa recensione sulla borsa aperta, di lucio caracciolo è la migliore di tutte