Nelle librerie l’ultimo libro della consigliere per le relazioni internazionali dei governi Amato e D’Alema
Di cose ne ha scritte e ne scrive tuttora parecchie, in qualità di saggista e commentatrice di politica internazionale. Ora Marta Dassù, direttrice della rivista geopolitica “Aspenia” e del programma Internazionale di Aspen Institute Italia, invece debutta come scrittrice tout court.
Consigliere per le relazioni internazionali di D’Alema e Amato, quando erano Presidenti del Consiglio, la Dassù è autrice per la Bollati Boringhieri di un taccuino, come lei stessa lo definisce, che inanella gli eventi internazionali con le proprie vicende personali e familiari.
Scritto con tocco lieve e autoironico, il libro si intitola “Mondo privato e altre storie” e l’autrice lo definisce, “un libro senza traccia”, una sorta di diario nato sul filo di qualche notte insonne per il puro piacere di scrivere.
Una sorta di diario di bordo, in cui Marta Dassù ancora fatti personali, interni di famiglia alla realtà storica degli ultimi 20 anni. Due decenni in cui la geopolitica ha vissuto mutamenti non da poco: dal crollo del muro di Berlino alla fine della guerra fredda, fino all’affermarsi nello scacchiere internazionale della Cina, la nuova potenza del XXI secolo.
Insomma tra vita personale e storia contemporanea di carne al fuoco ce n’è parecchia. Il tutto è amalgamato dalla constatazione dell’autrice che i fattori psicologici, il modo in cui si leggono le intenzioni degli altri non regolano solo i rapporti interpersonali, ma anche quelli tra gli Stati. E in un ideale gioco di inversione delle parti invece la sua famiglia è paragonata all’Unione Europea, “un unione a geometria variabile”.
Con fatica, ironia e determinazione, DassĂą ci racconta insomma tra le righe una delle missioni (diplomatiche anche) piĂą difficili per una donna, quella di conciliare carriera e famiglia, in un libro che si fa leggere senza mai scadere nella pedanteria.
A far da corollario al libro c’è poi un graziosissimo sito (www.mondoprivato.com), in cui a parte gli ovvi orpelli di marketing e strilli sulle presentazioni del volume, la parte più interessante è quella intitolata “Taccuino continuo”, sezione in cui l’autrice raccoglie i suoi saggi e articoli sulla politica internazionale.
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